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22.05.2014

Evento

Mike Kelley al Circolo dei Lettori di Torino

Giovedì 22 maggio - ore 18.00

Una monografia dedicata a Mike Kelley, artista-simbolo della scena di Los Angeles, scomparso nel 2012. Un volume che analizza la sua opera a partire dagli scritti firmati dall’artista: dagli statement alle riflessioni su un’“altra” storia dell’arte.

Con Marco Enrico Giacomelli ne parlano Luca Beatrice ed Elena Volpato al Circolo dei Lettori di Torino.


Giovedì 22 maggio ore 18.00
Il Circolo dei Lettori
Via Bogino 9 – 10123 Torino
info: 011 432 68 27
ingresso libero fino a esaurimento posti


Los Angeles non è più la stessa dalla morte di Mike Kelley, avvenuta il 31 gennaio 2012. Un autore ben noto agli appassionati di arte contemporanea, ma non celeberrimo quanto altri top artist che spesso salgono agli onori delle cronache per episodi solo marginalmente legati al mondo dell’arte.
L’opera di Kelley ha attraversato fasi e tecniche le più diverse, e così la sua poliedrica identità è sfuggente a confronto dell’estrema riconoscibilità di chi ha fatto di uno stile o di una firma, il proprio biglietto da visita e la propria “spendibilità” sul mercato dell’arte. Inoltre, la bulimia di Kelley lo ha condotto a esplorare ambiti tangenti le arti visive, dalla musica al cinema, e le espressioni culturali più diverse, dall’ufologia alla psicoanalisi. Ogni volta il suo interesse e la sua opera hanno svolto la funzione di collettore. Ovvero: Kelley riusciva a far precipitare e sedimentare intorno a sé le energie intellettuali ed espressive che circolavano in un dato ambito, convogliando in uno scritto, in una performance, in un video la summa delle riflessioni intorno a quella data questione.
Il saggio sceglie perciò e inevitabilmente alcuni concetti e lavori che sono nodali nella sua parabola artistico-intellettuale, basandosi però su quel supermedium ‒ la definizione è di John C. Welchman ‒ che nella sua opera è la scrittura. Le tappe basilari del suo corpus artistico sono così attraversate utilizzando come prevalente chiave di lettura i suoi scritti, che sono peraltro la parte meno nota della sua produzione, ma che ne costituiscono una parte integrante e strutturale.
Si indagano dunque i rapporti di Kelley con l’ambiente musicale (dalle collaborazioni con i Sonic Youth alla formazione di band come i Destroy All Monsters) e la sua lettura della Pop Art filtrata attraverso l’opera di outsider come Paul Thek e Öyvind Fahlström. Per cogliere appieno il senso di molte sue opere, e in particolare quelle realizzate a quattro mani con Paul McCarthy, vengono analizzati gli scritti di Kelley dedicati al cinema, alla tecnologia e all’ufologia, mentre per interpretare le più note installazioni realizzate con peluche e bambole di pezza l’autore ricorre ai continui riferimenti di Kelley alla psicoanalisi e alla cosiddetta Sindrome della Memoria Repressa, tematiche sulle quali si concentra l’attenzione dell’artista anche quando opera in qualità di curatore.

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