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29.05.2014

Evento

Marcel Broodthaers al MAMbo

29 maggio - ore 18.00

Una vasta selezione di immagini, di cui molte inedite, due saggi critici firmati da Wilfried Dickhoff e Bernard Marcadé, una cronologia completa delle mostre e un’ampia bibliografia. Questo volume rappresenta la più autorevole monografia finora pubblicata sulla rivoluzionaria figura di Marcel Broodthaers (1924-1976), curata da sua figlia Marie-Puck.

                         

Irriverenza, demistificazione dell’arte, critica delle istituzioni museali: parte da qui l’opera del belga Marcel Broodthaers, classe 1924, vent’anni dedicati alla poesia prima della virata verso il mondo dell’arte visiva. «Mi sono chiesto se non potevo vendere qualche cosa e avere successo nella vita. […] Alla fine mi è venuta l’idea di inventare qualche cosa d’insincero e mi sono messo subito al lavoro.» Nel 1963 ingessa un pacco di cinquanta esemplari invenduti della sua raccolta di poesie, Pense-Bête: parole e linguaggio che si trasformano nella concretezza plastica di un’opera d’arte. Un’interazione tra diverse forme di linguaggio, una costante del suo lavoro. Broodthaers utilizza inoltre molteplici mezzi espressivi - installazione, scultura, libro d’artista, video e cinema, stampe fotografiche su tela, targhe e placche di plastica termoformate - assurgendo rapidamente al titolo di artista “post-mediale” per antonomasia, per il quale non esiste limite ai mezzi atti a esprimere un’idea.

Broodthaers rimane una delle figure più rivoluzionarie e difficilmente inquadrabili dell’arte del Novecento, le cui influenze più importanti si riconoscono nei Nouveaux Realistes, in Duchamp e Magritte e, sul versante letterario, in Baudelaire e Mallarmé. Una carriera brevissima ed eccezionale per complessità ed estensione, condensata nello spazio di soli dodici anni, dal 1964 al 1976, anno della sua morte.


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